L'INTERDIZIONE
Mi sono informato presso uno studio legale di Pistoia, quello dell’avv.
Francesco Cosimi, da tanti anni amico di famiglia, ha curato
gl’interessi di mio padre, fin quando è stato in vita, di mia madre, di
mia sorella maggiore, oltre che di un cugino di parte materna.
Gli chiedo lumi circa l’istituto giuridico dell’interdizione. La procedura per interdire una persona in Italia, argomenta l’avv. Cosimi, sempre chiaro nelle spiegazioni, è disciplinata dal Codice Civile (articoli 404-413) e riguarda l’istituzione di una tutela legale per chi non è in grado di gestire i propri affari a causa di infermità mentale o altre condizioni che ne compromettono la capacità di intendere e di volere. Per avviare una procedura d’interdizione il processo da seguire, continua paziente l’avv. Cosimi, parlando lentamente di fronte a uno che sa digiuno di norme giuridiche, come me, è più o meno questo: 1. richiesta al giudice tutelare: una persona (familiare, medico, assistente sociale, ecc.) può presentare una richiesta al giudice tutelare, che è l’autorità incaricata di valutare la situazione. La richiesta deve essere motivata e fornire prove adeguate della condizione di incapacità del soggetto da interdire; 2. accertamento medico: il giudice ordina una perizia medica per accertare se la persona sia realmente incapace di intendere e volere. Il medico legale o il perito nominato dal giudice eseguirà una valutazione psicologica e/o psichiatrica; 3. sentenza: se il giudice ritiene che la persona sia incapace di prendere decisioni in modo autonomo e consapevole, emette una sentenza di interdizione, stabilendo anche chi sarà il tutore legale, una figura che si occuperà degli affari e delle decisioni della persona interdetta; 4. appello: la persona interdetta o chiunque abbia interesse può fare appello contro la decisione del giudice, chiedendo la revisione della sentenza; 5. durata e revisione: l’interdizione può essere permanente o temporanea, ma è soggetta a revisione periodica, soprattutto se la condizione di incapacità della persona dovesse migliorare nel tempo. Al termine del nostro colloquio, l’avv. Cosimi, gentilissimo, si sente in obbligo di precisare: – Non dimentichi che la finalità dell’interdizione è proteggere la persona incapace di gestire i propri interessi in modo autonomo e assicurarsi che un tutore legale prenda le decisioni per conto suo in modo responsabile. – Certo – annuisco io. Guardo l’orologio. Si è fatto tardi, non voglio abusare del tempo prezioso dell’avvocato, e poi mi aspetta mia moglie per fare la spesa. – Quanto le devo, avvocato, per la consulenza – domando. – Ma si figuri, niente – risponde lui sorridendo. Ci alziamo entrambi. Lo ringrazio per il tempo che mi ha dedicato (per altro gratuitamente) e mi avvio verso l’uscita dello studio. L’avv. Cosimi mi segue. Quando arriviamo all’ingresso, mi apre la porta, sempre con un leggero sorrisetto stampato sulle labbra, che è, credo, la sua arma per tranquillizzare i clienti e metterli a loro agio. Si va dall’avvocato in preda a un certo stato di agitazione, come si va a una visita medica. Non sai mai come andrà a finire, quali complicazioni si dovranno affrontare. ![]() – Ah, mi scusi, una curiosità. Chi è il destinatario dell’interdizione, se posso chiederglielo? Lo conosco? Sono leggermente imbarazzato. Potrei raccontargli una balla, inventarmi che sono lì per conto di un amico che vorrebbe interdire il padre anziano o un fratello con l’Alzheimer. Una scusa qualunque. Ma preferisco dirgli la verità. Non ho niente di cui vergognarmi. Torno sui miei passi, mi avvicino a lui e a bassa voce, così da non farmi intercettare dalla segretaria dello studio, un’impicciona che ha gli orecchi lunghi come le antenne di un radar, gli dico: – Sì, lo conosce. E candidamente gli spiffero, quasi liberandomi di un peso, sempre a bassa voce, arrivandogli fin sotto la punta del naso, l’identità del soggetto da interdire. L’avv. Cosimi non fa una piega. Si toglie gli occhiali. Mi guarda serio, dalle sue labbra è scomparso quel sorrisetto rassicurante, apprezzato dalla clientela (la prima cosa che mi disse mia madre dell’avv. Cosimi fu: «Mi piace, ha un’aria sempre sorridente che ti toglie l’agitazione di dosso, se ce l’hai»). – Per quanto sia a mia conoscenza, ma posso sbagliarmi – mi dice l’avv. Cosimi soppesando bene le parole, senza il minimo filo di sarcasmo – sarebbe il primo caso di auto-interdizione…
marzo 2025 ___________________________
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