pagina del sito di Paolo Albani

NOTE  PER IL MANIFESTO
DEL NEO-FUTURISMO


Ed. Libreria Feltrinelli, Firenze
14 ottobre 1967


disegni di Paolo della Bella
testo di Paolo Albani


Alcune pagine del Manifesto
















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Pasquale Fameli, dottore di ricerca in Arti visive
performative e mediali presso l’Università di Bologna, professore a contratto presso il Dipartimento di Beni
Culturali e assegnista di ricerca
presso il Dipartimento delle Arti dello stesso ateneo,
ha scritto un testo intitolato
Futurism in Italian Verbo-Visual Poetry
after the Second World War, uscito in
«International Yearbook of Futurism Studies»,
edited by Günter Berghaus, Dalila Colucci
and Tim Klähn, volume 13 2023,
De Gruyter, Berlin/Boston 2024, pp. 5-38,
in cui dedica un paragrafo (pp. 31-33)
alle Note per il Manifesto del Neo-Futurismo.
Ecco l'abstract dell'articolo di Fameli:



Per la traduzione in italiano del brano del saggio
di Fameli dedicato alle Note per il Manifesto
del Neo-futurismo cliccate qui.

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    "Come 'ed. Feltrinelli' appaiono le Note per il manifesto del neo-futurismo, datate 14 ottobre 1967, artigianalmente stampate a Compiobbi (Firenze) dal Gruppo Stanza, appena costituitosi. L'autore, che preferisce mantenere l'anonimato (si tratta di Paolo Albani, autore nel 1973 delle poesie di lotta Inedito per un Marx qualunque, Collettivo R., Firenze), prende le distanze non soltanto dalla cultura ufficiale, ma anche dai 'nuovi surrogati della protesta che divertono la classe dominante' e dalle 'nuove avanguardie malate di estetismo', esprimendo l'esigenza di rompere gli ingranaggi che 'legano all'industria culturale alla commercializzazione dell'arte all'economicismo degli editori e delle riviste specializzate in sublimazioni inutili'.
    Ogni pagina si presenta come un quadretto composto da elementi verbo-visivi dove la varietà dei caratteri utilizzati con funzione espressiva, i grafismi e collage frammisti al testo (sempre ad alto tasso politico) stanno a testimoniare la sintonia con la lezione futurista, rivendicata nel titolo, e le più recenti realizzazioni della poesia visiva. Di Majakovskij sono riprodotti alcuni disegni e il riferimento al suo futurismo risponde al desiderio dell'autore di abbinare rivoluzione politica e rivoluzione artistica, ma c'è anche un legame col futurismo italiano e i propositi incendiari e ludici di Palazzeschi. Leggiamo infatti:

IL NEO
futurismo è nato
per INCENDIARE
i pagliai della consuetudine
della NOIA
dell'assorbimento nel SISTEMA 

per aprire
le valvole
dell'esplosione
nei cantucci delle
FABBRICHE

per squarciare
l'ossatura della PUBBLICITA'

per INFRANGERE
le vetrine
del consenso".


Da Pablo Echaurren e Claudia Salaris, Controcultura in Italia 1967-1977. Viaggio nell'underground, Torino, Bollati Boringhieri, 1999, pp. 65-66.



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Un accenno alle Note per il manifesto del neo-futurismo si trova anche nel libro di Pablo Echaurren Futurcollezionismo, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2002, p. 16.



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Alla copertina delle Note per il manifesto del neo-futurismo è dedicata un'intera pagina nel volume di Claudia Salaris, Futurismo. L'avanguardia delle avanguardie, Giunti, Firenze, 2009, p. 221.






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La copertina del Manifesto del neo-futurismo e la riproduzione di una pagina compaiono su "70", gli anni in cui il futuro incominciò, allegato a Liberazione, 1, 2007, rispettivamente a p. 19 e p. 47.

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Nel Catalogo Otto della Apax Libri (via del Pavone 1r, 50125 Firenze) intitolato "Arte del XX secolo. Opere e documenti", l'opuscolo Note per il manifesto del neo-futurismo (n. 428, pp. 61-62) è quotato € 250.

 



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Una recensione a firma Rebecca Simpson della Bodleian Library sull'opuscolo
Note per il Manifesto del Neo-Futurismo appare alle pp. 2-3 di Cantieri, n. 4, newsletter della casa editrice Biblohaus.

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Nell’articolo Suggestioni futuriste in molise e un suo epigono: Gaetano d’Agostino di Massimo Gatta, uscito su Cantieri, n. 34, ottobre-dicembre 2015, alla nota 30 di pagina 39 si legge:



 



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